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Imparare il rumeno: è difficile e quanto tempo ci vuole?

Imparare il rumeno: scrivania con libri, quaderno aperto e tazza di caffè, sullo sfondo i Carpazi e una cittadina della Transilvania

Per chi parla italiano, imparare il rumeno è più facile di quanto lascino pensare la grafia e certi suoni insoliti. È una lingua romanza e molte parole le riconoscerai al primo sguardo, ma ha anche i casi, un articolo che si attacca in fondo al nome e parecchie parole di origine slava. Con uno studio regolare arrivi a una conversazione quotidiana in pochi mesi; per parlare con scioltezza metti in conto un anno e mezzo o due.

Qui sotto trovi numeri concreti, un confronto con l’italiano e gli ostacoli su cui si inciampa più spesso.

Quante persone parlano rumeno?

Il rumeno è la lingua madre di circa 24 milioni di persone. La maggior parte vive in Romania (circa 19 milioni di abitanti) e in Moldavia, dove è lingua ufficiale. È anche una delle 24 lingue ufficiali dell’Unione europea.

In Italia lo senti ogni giorno: quella romena è la comunità straniera più numerosa del Paese, con circa un milione di residenti. Altre comunità consistenti vivono in Spagna, Germania e Regno Unito, oltre che in Ucraina (soprattutto in Bucovina) e in Serbia.

Sul nome: in italiano sono corrette sia «rumeno» sia «romeno». La seconda forma è più vicina all’originale română ed è quella che molti romeni preferiscono.

A quale famiglia linguistica appartiene il rumeno?

Il rumeno è una lingua indoeuropea del gruppo romanzo, come l’italiano, ma all’interno del gruppo forma un ramo a sé, quello romanzo orientale. Discende dal latino volgare parlato nella provincia romana della Dacia.

Per secoli si è sviluppato lontano dal resto del mondo neolatino, circondato da lingue slave, dall’ungherese, dal greco e dal turco. Ognuna ha lasciato tracce nel lessico, mentre l’impianto grammaticale è rimasto latino. Nell’Ottocento il rumeno ha poi accolto moltissimi prestiti dal francese, e in misura minore dall’italiano. Per questo parole colte come universitate o literatură a un italiano suonano subito familiari.

Il rumeno è simile all’italiano?

Sì, e qui hai un vantaggio netto su chi parte dall’inglese o dal tedesco. Il rumeno scritto si capisce a tratti senza dizionario, quello parlato è più difficile da seguire, perché vocali e ritmo sono diversi.

RumenoItalianoSpagnolo
apăacquaagua
pâinepanepan
noaptenottenoche
a cântacantarecantar
frumosbellohermoso
a iubiamareamar
prietenamicoamigo

Le ultime righe mostrano i limiti della somiglianza. Frumos viene dal latino formosus, come lo spagnolo hermoso: il rumeno a volte ha conservato altre parole latine. A iubi e prieten sono invece di origine slava, come da (sì), nevoie (bisogno), a citi (leggere) e vreme (tempo atmosferico). Qui l’intuito romanzo non aiuta: queste parole vanno semplicemente imparate.

Il rumeno ha varianti e dialetti?

Sì. I linguisti distinguono quattro varietà principali:

  • dacorumeno, cioè il rumeno standard di Romania e Moldavia, quello che si studia nei corsi,
  • arumeno, parlato da comunità in Grecia, Albania e Macedonia del Nord,
  • meglenorumeno, oggi a rischio, con poche migliaia di parlanti,
  • istrorumeno, parlato ormai da un piccolo gruppo di persone in Istria, in Croazia.

Alcuni studiosi considerano le ultime tre lingue a sé stanti. In pratica, chi studia rumeno ha a che fare solo con la varietà standard.

E il «moldavo»? È la stessa lingua, con differenze soprattutto di accento e in parte del lessico. Nel 2023 il parlamento della Moldavia ha sostituito la denominazione «lingua moldava» con «lingua romena» negli atti normativi. Con il rumeno ti fai capire quindi tanto a Bucarest quanto a Chișinău.

Il rumeno è difficile per un italiano?

Rispetto ad altre lingue europee, no. Il Foreign Service Institute (FSI), che forma i diplomatici americani, inserisce il rumeno nella prima categoria, quella delle lingue più accessibili per chi parla inglese, insieme a spagnolo, francese e italiano. Un italiano parte ancora più avvantaggiato.

I verbi cambiano a seconda della persona, il soggetto spesso si omette e il passato prossimo si forma con «avere»: am mâncat corrisponde quasi parola per parola a «ho mangiato». Anche la lettura parte bene, perché la grafia è in gran parte fonetica e ce, ci, che, chi, ge, gi si pronunciano come in italiano.

La difficoltà cresce dopo le basi, quando entrano in gioco l’articolo in fondo alla parola, i casi e il congiuntivo.

Quanto tempo ci vuole per imparare il rumeno?

Secondo l’FSI, a un adulto di madrelingua inglese servono circa 24 settimane di studio intensivo, cioè intorno alle 600 ore di lezione, per una competenza di livello professionale. Nella vita normale, tra lavoro e impegni, servono più mesi.

Per un italiano i tempi di solito si accorciano, soprattutto all’inizio, perché buona parte del vocabolario di base non va imparata da zero. La grammatica chiede invece lo stesso impegno a tutti. Indicativamente, con circa 45 minuti di studio al giorno:

ObiettivoLivelloOre di studio stimateIn pratica
Cavartela in viaggioA140–60 ore2–3 mesi
Conversazione di base su temi quotidianiA2100–150 ore5–7 mesi
Conversazione scorrevole, film con sottotitoliB1–B2280–420 ore1–1,5 anni
ScioltezzaC1550–700 ore2 anni e oltre

Sono stime, non garanzie. A rallentarti è soprattutto lo studio a strappi: due ore il sabato rendono meno di 20 minuti al giorno, perché il giovedì dopo molte parole del sabato sono già svanite.

Cosa crea più difficoltà a chi parla italiano?

L’articolo attaccato alla fine della parola

In rumeno l’articolo determinativo non precede il nome, ma si unisce alla sua fine. Lup è «lupo», lupul «il lupo». Casă è «casa», mentre casa in rumeno vuol dire già «la casa». Le desinenze però cambiano secondo genere, numero e caso.

I casi

Il rumeno ha cinque casi, anche se nella pratica le forme si riducono a tre gruppi: nominativo e accusativo, genitivo e dativo, vocativo. Per un italiano è la novità più grande. «Il libro del ragazzo» si dice cartea băiatului, senza preposizione, e «do un libro alla ragazza» diventa dau o carte fetei.

Il neutro, che si comporta in modo strano

L’italiano ha perso il neutro latino, il rumeno no. I nomi neutri si comportano al singolare come maschili e al plurale come femminili: un scaun bun (una sedia buona), ma două scaune bune, con l’aggettivo al femminile plurale.

Il congiuntivo al posto dell’infinito

Dove noi diciamo «voglio mangiare», un romeno dice vreau să mănânc, letteralmente «voglio che io mangi». In rumeno questo congiuntivo compare di continuo, anche quando il soggetto è lo stesso, e l’infinito si usa molto meno. Al livello A2 è di solito l’ostacolo grammaticale più impegnativo.

Pronuncia e segni diacritici

L’alfabeto ha cinque lettere in più: ă, â, î, ș, ț. Con ș e ț non avrai problemi: ș suona come «sc» in «scena» e ț come la «z» di «zio». Più difficili sono le vocali. La ă è una vocale indistinta, simile alla «e» finale di molti dialetti meridionali, che l’italiano standard non conosce. La â e la î indicano lo stesso suono, ancora più cupo: prova a dire «i» arretrando la lingua e senza stendere le labbra.

Attenzione anche alla h, che va pronunciata aspirata, e alla i finale di molte parole, quasi sussurrata: lupi suona più o meno «lup’». L’accento, come in italiano, non ha una posizione fissa e va memorizzato insieme alla parola.

I falsi amici

Proprio perché il rumeno somiglia all’italiano, i falsi amici sono parecchi:

RumenoSignificatoSembra l’italiano
fatăragazzafata
fratefratellofrate (religioso)
sorăsorellasuora
cartelibrocarta
magazinnegoziomagazzino
baiebagnobaia

Come imparare il rumeno e iniziare presto a parlare?

Una lista di parole non basta per cavartela in un negozio o dal medico. Si va più veloci quando lessico, grammatica e pronuncia si allenano insieme, su situazioni concrete, con ripassi regolari che arrivano prima che il materiale venga dimenticato. Per questo 15–20 minuti al giorno valgono più di un’ora di recupero a settimana.

Su questo principio si basa il corso Rumeno: Fast Track di SuperMemo. È un corso di lingua completo che ti porta da zero al livello A1–A2 e ti prepara alle situazioni di tutti i giorni, in viaggio o sul posto: il negozio, il ristorante, il medico, gli uffici. Ogni capitolo parte da un dialogo o da un breve testo, e oltre 2900 esercizi allenano ascolto e lettura e ti insegnano a costruire frasi tue. Le registrazioni abituano l’orecchio alla pronuncia corretta, e nell’app mobile puoi verificare la tua con il riconoscimento vocale.

Gli argomenti coprono quello che serve all’inizio: saluti e formule di cortesia, famiglia, lavoro e hobby, la spesa al mercato, le ordinazioni al ristorante e al bar, le telefonate, la visita dal medico e in farmacia. Il metodo SuperMemo pianifica i ripassi di lessico e grammatica, così non perdi tempo su ciò che sai già. Le istruzioni sono in italiano e puoi studiare con l’app per iOS e Android oppure nel browser. Tutte le proposte sono nella pagina corsi di rumeno SuperMemo.

Domande frequenti sull’imparare il rumeno

Un italiano capisce il rumeno senza averlo studiato?

In parte. Un testo scritto semplice spesso si intuisce. Il parlato è molto più difficile da seguire, per via delle vocali che l’italiano non ha, delle parole slave e delle desinenze dei casi.

Quanto tempo serve per parlare rumeno?

Con circa 45 minuti al giorno, un italiano arriva di solito a una conversazione semplice su temi quotidiani (livello A2) in 5–7 mesi. Per la scioltezza servono circa due anni di studio costante e di contatto con la lingua parlata.

Rumeno e moldavo sono la stessa lingua?

Sì. Le differenze riguardano l’accento e una parte del lessico. Dal 2023 anche la legislazione moldava usa la denominazione «lingua romena».

Da dove cominciare a studiare il rumeno?

Dalla pronuncia, soprattutto di ă e â/î, e dalle 300–500 parole più frequenti, insieme alle frasi per presentarti, ordinare e chiedere indicazioni. Articolo, casi e congiuntivo conviene affrontarli gradualmente, partendo da frasi già pronte.

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